Manetta: "Picerno è stata una piacevole sorpresa, il nostro pieno potenziale è ancora inespresso"

L’AZ Picerno prosegue il suo cammino nelle zone nobili della classifica, consolidando la propria posizione grazie a prestazioni di alto livello. La formazione guidata da mister Tomei è reduce da un'importante vittoria contro il Sorrento al Donato Curcio, un successo che ha permesso di conquistare tre punti preziosi e di alimentare ulteriormente le ambizioni stagionali. Determinante in questo percorso è stata la solidità difensiva, vero punto di forza della squadra, con un reparto arretrato impeccabile nel girone di ritorno, guidato dall’esperienza e dalla leadership di Marco Manetta. Il roccioso difensore centrale romano ha avuto un impatto significativo sin dal suo arrivo, diventando un pilastro imprescindibile per la retroguardia lucana. Emblematica la sua continuità: da quando ha esordito con la maglia del Picerno, l’ex capitano del Messina non ha mai lasciato il terreno di gioco, fatta eccezione per una gara in cui è stato costretto a scontare una squalifica. Un contributo di spessore che rende sempre più concreta la rincorsa al quinto posto, attualmente distante appena tre lunghezze.Il pilastro dei lucani si racconta in esclusiva ai microfoni di TuttoC.
Siete reduci da una vittoria importante e da un percorso virtuoso, come state vivendo questo momento?
"È un momento positivo, il gruppo ha entusiasmo perché questa vittoria contro il Sorrento ci rilancia nella corsa alla classifica. Affronteremo le prossime tre partite con la consapevolezza di dover dare il massimo, partita dopo partita, poi vedremo dove saremmo riusciti ad arrivare."
Siete una delle squadre più solide in difesa della Serie C, soprattutto in questo 2025. A cosa si deve questa forza, che in genere è sempre stata votata a un gioco offensivo?
"La nostra principale forza difensiva deriva dal fatto che dominiamo il possesso palla, quindi gli avversari hanno poche occasioni per attaccarci. Inoltre, la fase di non possesso è ben organizzata grazie al lavoro dello staff tecnico. Il mister ci ricorda sempre che i primi difensori sono gli attaccanti, e questa mentalità ci aiuta a subire molto poco."
Hai saltato solo una partita per squalifica, sei sempre presente in campo. Quanto è importante per te questa continuità?
"Mi trovo bene a Picerno e sto giocando con continuità. A gennaio non mi aspettavo di cambiare squadra, ma è successo e sono felice di come stanno andando le cose. Ora arriva il momento più importante della stagione, dobbiamo dare il massimo. Credo che ancora non abbiamo espresso tutto il nostro potenziale, ma vogliamo dimostrare il nostro valore sul campo."
Un ambiente che non ha le stesse pretese di altre piazze blasonate quanto vi aiuta?
"Sì, qui c'è un ambiente sereno dove si può lavorare in maniera professionale. La società fa il massimo per metterci nelle migliori condizioni, e questo permette ai giocatori di concentrarsi solo sul calcio. Avere serenità può essere un vantaggio, soprattutto in momenti decisivi della stagione."
Il tuo arrivo a Picerno è stato un po’ inaspettato ma sei entrato subito negli schemi di mister Tomei. Un futuro con i lucani come molti elementi della squadra è ipotizzabile?
"L'AZ Picerno è stata una piacevole sorpresa, fin dal mio arrivo mi trovo bene e su questo molto ha influito un gruppo sano e ben consolidato nel tempo. Vedremo cosa riserverà il futuro. Qui c'è un gruppo solido che da anni ottiene buoni risultati, e questo crea continuità. Ora però dobbiamo pensare al presente e dare il massimo in campo."
Il vostro girone è sempre molto competitivo, con squadre di grande tradizione. Come vedi la lotta al vertice quest'anno?
"Sì, è sempre un girone molto difficile, con cinque o sei squadre che puntano a vincere. L'anno scorso l'ha spuntata la Juve Stabia, dimostrando che non serve spendere tanto per assicurarsi la vittoria, ma che anzi c’è sempre spazio per delle sorprese. Quest'anno c'è una corsa serrata tra due squadre (Avellino e Cerignola ndr). Il girone C resta uno dei gironi più affascinanti, con ambienti calorosi e squadre di livello che rendono il campionato davvero bello."
Hai vissuto esperienze importanti a Messina e Taranto, piazze calde della Serie C. Quanto ti hanno aiutato nella tua crescita?
"Giocare in piazze che vivono di calcio è sempre un'esperienza importante. Per me sono state esperienze positive: partivamo con l'obiettivo di salvarci e poi ci siamo ritrovati sempre a lottare per obiettivi più ambiziosi come la qualificazione ai Playoff. Le pressioni ci sono, ma sono quelle belle del calcio. Ho bei ricordi sia di Taranto che di Messina."
La situazione attuale del Messina non è semplice. Come vedi il momento dei siculi?
"Spero con tutto il cuore che possano risolvere i problemi societari. Quando ero lì, la società era contestata ma comunque sana, senza difficoltà economiche. Oggi si parla di penalizzazioni, già arrivate, e di difficoltà della nuova proprietà. Questo non fa bene a un club con una storia importante. Messina è una piazza che merita di più, il calcio qui ha un valore speciale. Sono sicuro che, come tutte le grandi piazze, riuscirà a risalire e a tornare dove merita."
Guardando al presente, il quinto posto è un obiettivo raggiungibile. Cosa manca al Picerno per essere al livello delle prime della classe?
"Siamo ancora in corsa per il quinto posto, mancano tre partite e faremo di tutto per raccogliere più punti possibili. Abbiamo una rosa giovane ma di qualità, con giocatori esperti e ricambi importanti. Possiamo dire la nostra e dobbiamo crederci fino alla fine."
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