Avanti un altro in onda a Trapani: un bel tacer non fu mai scritto. Ternana, Abate vittima sacrificale ma la carriera a rischio non è la sua…

Avanti un altro in onda a Trapani: un bel tacer non fu mai scritto. Ternana, Abate vittima sacrificale ma la carriera a rischio non è la sua…TMW/TuttoC.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Redazione TC
Editoriale di Nicolò Schira

Di questo passo la stagione del Trapani potrebbe tranquillamente diventare una serie televisiva. I colpi di scena, infatti, non mancano e non ci si annoia mai. A partire dall’ennesimo cambio di allenatore con Vincenzo Torrente prima spinto a dimettersi e poi tenuto di malavoglia per una settimana di troppo fino al tracollo nel derby siciliano col Catania e il conseguente esonero (scontato…) del tecnico di Cetara. Come se non fosse bastato il tourbillon in panchina tre giorni dopo si sta materializzando l’ennesima svolta dirigenziale col clamoroso ritorno del ds Andrea Mussi. Incredibile ma vero. Dopo averlo sbertucciato e incolpato via social della stagione fallimentare solamente tre settimane fa, adesso il patron Valerio Antonini l’ha richiamato all’ovile. Ah, la coerenza questa sconosciuta.
 

Avanti un altro. Perché, in fondo, coi soldi si può comprare tutto tranne una cosa: la conoscenza calcistica. Servono anni per acquisirla e l’annata horror dei granata certifica la veridicità di questo storico adagio del mondo del pallone per l’ennesima volta. Mussi, Capuano, Torrente sono già stati mandati al patibolo pubblico in questi mesi: su chi verranno scaricate le colpe al prossimo passo falso? Bella domanda. Siamo curiosi di scoprirlo. Anche se forse trovare la risposta giusta non è difficile, visto che c’è un unico comun denominatore di questa annata da incubo per i tifosi trapanesi. Chissà se a giugno sarà tempo di fare davvero mea culpa. Alla prossima puntata…

A proposito di fiction: anche quella andata in onda dalle parti di Terni appare decisamente interessante da approfondire. Che la proprietà della formazione rossoverde fosse insoddisfatta da settimane di Ignazio Abate e lo volesse esonerare era risaputo, nonostante il parere contrario dei calciatori che già due mesi fa avevano scongiurato l’esonero del giovane allenatore prima esautorato e poi richiamato nel giro di 6 ore. A furor di popolo. Il tracollo di Lucca ha, però, reso inevitabile il ribaltone e stavolta neppure il ds Carlo Mammarella ha potuto stoppare la volontà del presidente Stefano D’Alessandro, che ha optato per il cambio in panchina. Abate rimane un tecnico giovane e avrà altre occasioni per rifarsi, al netto del fatto che lascia la squadra seconda. Al primo anno nei professionisti ha imparato la poca pazienza dei presidenti del nostro calcio. Chi invece rischia, paradossalmente, di bruciarsi è proprio il sostituto. Quel Fabio Liverani che ha firmato un triennale ma ha anche abbassato il suo status da tecnico di Serie A (dove aveva allenato negli ultimi anni) ad allenatore di Serie C. Un salto all’indietro rischioso e pericoloso come testimonia quanto accaduto a Massimo Rastelli ad Avellino. Anche quello era un deja-vù identico a quello di Liverani-Ternana. Se l’ex regista della Lazio dovesse steccare il salto in B subito o tramite i Playoff, rischia di ritrovarsi poi nel mare magnum della terza serie, bruciando l’ottimo percorso fatto in passato. Perché il calcio, si sa, non ha memoria e in un amen si finisce nel dimenticatoio…