DS Pro Patria: "Guai a pensare di essere già nei playout. Ricorso per Alcibiade? Vedremo"

La Pro Patria è sempre più a un passo dai playout. I bustocchi, però, non hanno alcuna intenzione di salutare la categoria. TuttoC.com ha intervistato il direttore sportivo dei lombardi, Sandro Turotti, per analizzare il momento delicato dei suoi.
Ieri un KO contro l'Atalanta U23 nel recupero. Giocato in mezzo alla settimana per problemi ai nerazzurri...
"Per quanto riguarda il risultato, ovviamente spiace, anche perché abbiamo subìto la rete del sorpasso a un quarto d'ora dalla fine dopo essere passati in vantaggio nella prima frazione. Ma spiace anche aver giocato alle 17:30 di domenica a Verona mentre loro sono scesi in campo in casa alle 12:30. Il tutto a una manciata di giornate dalla fine della regular season, non mi sembra molto giusto. Mi sono già espresso, non positivamente, sul rinvio dovuto alle tante convocazioni nazionali dell'Under 23 atalantina e non voglio parlarne ancora. Però è indubbio che l'organizzazione poteva essere nettamente migliore".
Siete terzultimi, con otto punti di vantaggio sull'ultima posizione ma a dieci dalla salvezza diretta.
"E non siamo ancora sicuri di disputare i playout, guai a pensarlo. Questo perché la penultima ha solo tre punti meno di noi e chi ci precede ne ha cinque in più. Quindi non possiamo rischiare di superare le nove lunghezze di distacco dal possibile avversario degli spareggi, dobbiamo ancora conquistare quest'ultimi. A tal proposito, pensiamo davvero una partita per volta. Adesso c'è la sfida all'Alcione Milano: ci serve assolutamente fare risultato e non possiamo permetterci di pensare ad altro".
È pur vero che nelle ultime tre giornate avrete tre scontri diretti: Lumezzane, Pro Vercelli e Pergolettese.
"Come detto, ci penseremo a tempo debito. Certo è che il nostro destino, con un calendario così, è nelle nostre mani. Anche perché, in tanti anni di calcio, ho imparato che nessuno ti regala niente. Ma sono fiducioso: la squadra è viva, lotta e fa risultato. Abbiamo passato un'annata difficile e, probabilmente, abbiamo raccolto meno di quanto dovuto. Però quest'annata sottotono non è mica finita: il nostro obiettivo primario, la salvezza, è raggiungibilissimo e abbiamo tutte le carte in regola per farlo".
Il vostro capocannoniere è un difensore centrale, Raffaele Alcibiade, che però mancherà da qui a fine stagione. Farete ricorso per i quattro turni di squalifica?
"Vedremo, sicuramente peccato per l'espulsione di ieri, non ci voleva proprio. Tra rigori e punizioni è stata la nostra arma in più, anche perché avevamo già sbagliato quattro penalty in stagione. E quegli eventuali punti in più ci avrebbero fatto comodissimo, staremmo parlando di un'altra classifica".
Vicenza o Padova? Al momento la differenza sta tutta nel vostro pari con i patavini...
"Un testa a testa davvero di qualità, entrambe meriterebbero un posto in Serie B. Credo che al momento i vicentini siano favoriti perché hanno l'entusiasmo dalla loro mentre a Padova rischiano di pagare lo scotto del sorpasso dopo mesi e mesi passati in testa alla classifica in solitaria. Ma non è ancora finita, anzi. Entrambe affronteranno squadre che cercano in tutti i modi punti per salvarsi, quindi non sarà facile vincerle tutte da qui alla fine".
Nel Girone C, forse, si disputerà un playout. Quest'anno la lotta salvezza, al Sud, è nettamente più semplice che al Nord. Non le dispiace non essere in quel raggruppamento?
"Le situazioni di Turris e Taranto sono una sconfitta per il calcio. Quindi no, non mi sarebbe piaciuto essere in quel girone per conquistarmi più facilmente la salvezza. Spero solo che questo sia davvero l'ultimo anno con esclusioni e stipendi non pagati per mesi e mesi. C'è chi fa tanti sacrifici per mantenere una squadra tra i professionisti e situazioni del genere non fanno bene per nessuno nel movimento".
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