Reggiana, presentato Amedeo Mangone

Reggiana, presentato Amedeo Mangone
Amedeo Mangone, arriva a Reggio dopo tre stagioni a Pavia
mercoledì 30 giugno 2010, 10:46Altre news
di Damiano Reverberi
fonte L'Informazione di Reggio - www.linformazione.com
Allo stadio Giglio di Reggio Emilia si è tenuta la presentazione di Amedeo Mangone, nuovo tecnico della Reggiana. Presenti, oltre alla stampa, il dirigente Tito Corsi e il presidente Clar Fiorello Fontanesi.

“Integralista? Probabilmente sì, difendo a spada tratta le mie idee”. Amedeo Mangone, nel giorno della sua presentazione, dimostra di avere le idee ben chiare sul tipo di calcio che ama e che vorrà adottare con la nuova Reggiana: i granata dovranno giocare un calcio tecnico e votato alla costruzione del gioco, ma in fase difensiva dovranno sacrificarsi tutti per il bene della squadra.

Trattativa lampo – E’ stato il consigliere Tito Corsi a introdurre il nuovo tecnico: “Il Mangone calciatore lo conoscete tutti, speriamo che ripeta i suoi successi anche nell’attività di allenatore, che ha già cominciato con successo. Gli faccio i migliori auguri di un campionato importante”. La trattativa si è svolta in pochi giorni, a cavallo della scorsa settimana: “Ci siamo sentiti domenica e visti lunedì – ha continuato Corsi – le alternative erano Torricelli e Roselli. Abbiamo scelto Mangone perché lo reputiamo il più adatto per la nostra società, sia a livello di caratteristiche tecniche che caratteriali”. Il dirigente ha infine tracciato le linee del mercato granata: “Si andrà, a meno di scenari clamorosi, verso la riconferma dei giocatori che hanno il contratto. Abbiamo risolto le comproprietà in un determinato modo, inserendo altri giovani importanti per il nostro progetto. Bisognerà cercare qualche altro giovane, poi vedere se il rinnovo di chi è a scadenza può essere consigliabile”. La Reggiana salirà a Civago con alcuni giovani del vivaio in rosa: “Se indoviniamo qualche giovane è di certo un successo – ha concluso – in ritiro ci sarà circa l’80% della rosa, poi vedremo se dalla B arriverà qualcuno”.

“La palla non suda” – Ed ecco, allora, Amedeo Mangone, che nelle prossime settimane compirà 42 anni. Un tecnico giovane ed emergente, che a Pavia ha ben figurato. A lui spetta il compito di centrare per il terzo anno consecutivo i playoff.

Quali sensazioni prova nell’essere il nuovo allenatore della Reggiana?
“Sono contento di questa opportunità. Il Mangone calciatore fa parte del passato, ora sono un una piazza importante dove si può lavorare bene. Spero di ripagare la società col lavoro e con i risultati”.

L’approdo a Reggio è un punto d’arrivo o un trampolino di lancio?

“Più che punto d’arrivo o di partenza la reputo un’avventura da vivere totalmente”.

Lei, negli anni di Pavia, ha valorizzato numerosi atleti: preferisce questo o i playoff?
“Mi auguro che la Reggiana centri i playoff per il terzo anno: ci si arriva con giocatori esperti e elementi che si devono ancora esprimere appieno. A Pavia c’erano poche risorse, quindi i giovani erano una necessità: abbiamo vinto numerose scommesse, cercheremo di fare lo stesso anche a Reggio”.



L’hanno definita “integralista”. Si ritrova in questa definizione?
“Sì, difendo a spada tratta le mie idee: credo fortemente in quello che dico e provo in campo. Se le cambiassi sarei un debole”.

Da Pavia dicono che lei giochi un calcio “raffinato”, forse troppo bello per la Seconda divisione.
“Mi piace vedere una squadra che gioca a calcio: un mio allenatore diceva che “la palla non suda”, se la fai correre non ti stanchi”.

Ha parlato di programmi con la società?
“Mi hanno detto che faranno una squadra con le giuste componenti. Tutti vogliono vincere, noi dovremo lottare giorno dopo giorno per fare il meglio, gli obiettivi si costruiscono sul campo”.

Porterà con sé qualche giocatore che ha avuto al Pavia, tipo Bonacina?
“Ho parlato con la società e fatto un paio di nomi: vediamo se è possibile, o se è meglio valutare strada facendo”.

Lei ama giocare col rifinitore: in passato non l’ha mai avuto, qui trova Alessi.
“A Pavia ho sempre dovuto adattare giocatori con altre caratteristiche, mentre ho visto in Dvd Alessi che è un trequartista vero: si potrà impostare molto su di lui, ma non solo su di lui: guardate l’Inter o le partite del Mondiale, si gioca in dieci sotto la linea della palla, per cui sarà fondamentale che tutti si sacrifichino per la squadra”.

Ai tifosi cosa promette?
“Cercherò, insieme alla squadra, di creare entusiasmo: siamo consci che questo passa indiscutibilmente attraverso i risultati. Vogliamo coinvolgerli e farli venire allo stadio per sostenerci”.